Tè verde Biologico

Posted: novembre 3, 2018

Te Verde Biologico

È l’ora del tè! Meglio se verde e biologico

Intanto in italiano si dice “” e non “te”, che è un pronome, o “thé”, che è francese, o l’inglese “tea”.

Il si gusta praticamente dappertutto e il fatto che ci siano tanti modi per scriverlo conferma che è la bevanda più diffusa nel mondo, naturalmente dopo l’acqua.

Si fa in fretta a dire , ma le sue varianti sono davvero tante.

Ricordiamo le più comuni sul mercato:

  • Tè nero fermentato PU’Er: è il vero tè nero, originario della città cinese di Pu’Er. Lo si può trovare in foglie oppure pressato in tavolette simili a torte sulla superficie dei disegni raffiguranti ad esempio la fenice o il drago. Sul mercato si trovano poi numerose varianti (il tè nero è il più consumato in assoluto) come il Darjeeling, il Ceylon o l’Earl Grey, che è in realtà una mistura di diversi tipi di tè a cui l’aggiunta di bergamotto conferisce un aroma agrumato. O ancora l’Assam dal sapore maltato e base dell’English Breakfast Tea.
  • Tè blu–verde: il nome più conosciuto è Oolong e si presenta con le foglie arrotolate di colore tendente al verde, o attorcigliate di colore marrone. Semiossidato, è si produce in Cina e a Taiwan. In cinese Oolong significa “drago nero”.
  • Tè giallo: è piuttosto raro, In realtà non è altro che un pregiato tè verde lavorato in modo da portarlo a una parziale ossidazione enzimatica. La varietà più pregiata è forse la Jun Shan Yin Zhen, letteralmente “aghi d’argento del monte dell’Imperatore”, le cui foglie sono coperte da una lanugine dorata. Una poesia.
    Tè bianco: dal sapore delicato e poco ossidato. Il suo nome deriva dal fatto che i germogli, raccolti prima dell’apertura, sono ricoperti da una leggera peluria, per l’appunto, bianca. Decisamente raro.
  • Tè rosso: i cinesi chiamano tè rosso quello che gli inglesi chiamano tè nero, per via del colore dell’infuso. È un tè completamente ossidato, ma non fermentato come molti credono. Esiste anche la varietà Rooibos, che si produce esclusivamente nella regione del Cederberg, in Sudafrica. 
  • Tè verde: per nulla ossidato è molto più di una semplice bevanda. Da secoli i giapponesi, ad esempio, lo considerano un vero e proprio medicinale naturale e lo apprezzano per via delle tante proprietà benefiche, che continuano a ricevere sempre più conferme scientifiche.

È forse lui il campione di tutti i tè!

Tè verde: grandi virtù in un gusto unico

Il tè verde è quello che mantiene maggiormente le virtù naturali contenute nelle sue foglie, con importanti benefici per la salute. Infatti, mentre nel tè nero le foglie vengono fermentate, nel tè verde la fermentazione viene interrotta subito dopo la raccolta riscaldando le foglie con il fuoco o con il vapore.

Ciò fa sì che non si attivi l’ossidazione, un processo distruttivo durante il quale le foglie perdono numerose sostanze benefiche.

Il tè verde, dunque, mantiene intatte tutte le sue proprietà essenziali: un antibatterico naturale che migliora la salute di denti e bocca e aiuta a prevenire la carie. Inoltre, è un concentrato di antiossidanti, soprattutto polifenoli e bioflavonoidi,  capace di rallentare l’invecchiamento cellulare, favorire la rigenerazione dei tessuti e combattere i radicali liberi.

Un’azione anti-age che avvertiamo già dal primo sorso: il piacere che ci pervade ci fa sentire, subito, un po’ più giovani. E sicuramente più in forma, dato che il tè verde è anche un alleato contro i chili di troppo. Numerosi studi scientifici, infatti, hanno identificato in esso sostanze in grado di stimolare l’organismo a bruciare i grassi in eccesso e ridurre l’assorbimento di quelli introdotti con l’alimentazione. In poche parole il tè verde ci aiuta a perdere peso!

Il suo consumo, inoltre, risulta particolarmente indicato a chi soffre di diabete poiché l’EGCG, una sostanza che vi è contenuta, contribuisce a bilanciare i livelli degli zuccheri nel sangue. L’EGCG migliora l’utilizzo dell’insulina da parte del nostro corpo arginando il desiderio di compensare il senso di affaticamento con l’introduzione di zuccheri. Il tè verde, poi, contiene vitamina C, previene le malattie cardiovascolari, abbassa il colesterolo e combatte persino l’irritabilità.

Per raggiungere il massimo benessere è consigliabile berne almeno due tazze al giorno. Un’impresa facile, resa estremamente piacevole dal suo gusto unico e fresco, che ci trasporta in atmosfere serene che favoriscono il relax e la meditazione.

Tanto meglio se Bio

Te Verde Clipper

L’agricoltura biologica è un sistema di coltivazione definito in modo specifico: include tutte le tecniche agricole che promuovono la produzione di alimenti nel rispetto della natura, delle piante, degli animali e del paesaggio.
Nello specifico, una coltivazione può dirsi “bio” quando non utilizza sostanze chimiche di sintesi quali concimi, diserbanti, fitofarmaci, anticrittogamici, insetticidi o pesticidi né organismi geneticamente modificati (OGM).

Ma come è possibile, allora, difendere le colture dalle minacce esterne?
La risposta è semplice: utilizzando tecniche agronomiche naturali quali la rotazione, che impedisce ai parassiti di ritrovare ambienti favorevoli dove proliferare, e sfrutta in modo meno intensivo le sostanze nutrienti presenti nel terreno. Utile anche la piantumazione di siepi e alberi che danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e servono come barriera fisica a possibili inquinamenti esterni.

Un’altra tecnica della coltivazione biologica sta nella “consociazione”, che consiste nel coltivare le piante del tè vicino a piante diverse, le une sgradite ai parassiti delle altre.

Chi attua la coltivazione biologica deve inoltre badare alla salvaguardia degli insetti utili, antagonisti dei parassiti e praticare la “pacciamatura”, che consiste nel coprire il terreno con fieno o erba fresca per proteggerlo dagli sbalzi termici e ostacolare la crescita delle erbe infestanti.

Nella coltivazione biologica del tè, in particolare, si usano solo fertilizzanti naturali come letame, mangimi, ceneri o altre sostanze organiche compostate derivate dagli sfalci: per questo essa viene anche detta agricoltura “organica”. Qui, l’impatto umano deve essere ridotto al minimo possibile, rispettando sempre i cicli di vita naturali delle piante. In poche parole nel metodo di coltivazione biologica l’ecosistema agricolo viene considerato il modello equilibrato per lo sviluppo delle piante.

Le coltivazioni ottenute seguendo i suoi dettami raggiungono sempre livelli di qualità superiori rispetto alle coltivazioni industriali o di tipo intensivo che comportano certamente costi notevoli per l’ecosistema in generale e la possibile contaminazione dei prodotti di cui ci nutriamo.

I benefici legati alle tecniche di coltivazione biologica interessano, infatti, anche la salute. Un recente rapporto scientifico commissionato dal Parlamento Europeo ha evidenziato che il consumo di cibo biologico è correlato alla riduzione del rischio di malattie allergiche e di obesità e alla diminuzione degli effetti negativi causati dagli attuali livelli di esposizione a insetticidi.

La coltivazione del tè, ancor più se biologica, richiede moltissima manodopera. Poiché la raccolta meccanizzata non è ancora in grado di raggiungere l’accuratezza di quella manuale, immaginate, nei campi indiani, giapponesi, tibetani e dello Sri Lanka un esercito di donne che raccolgono fino a 35 kg di foglie al giorno. Le foglie di tè, inoltre, devono essere trattate lo stesso giorno in cui vengono raccolte: anche qui, il lavoro, è fatto quasi totalmente fatto a mano.

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